Caro Materiali 2021 anche per il Consiglio di Stato da ragione ad ANCE l’istruttoria va rifatta

Caro Materiali 2021 anche per il Consiglio di Stato da ragione ad ANCE l’istruttoria va rifatta

Ance vince anche al Consiglio di Stato. Con due recenti sentenze di contenuto pressoché analogo (n. 7355/2023 e n. 7359/2023), la quinta sezione del Consiglio di Stato ha confermato le decisioni del TAR Lazio (rispettivamente, sez. I, n. 8786/2022 e sez. III, n. 7215/2022), con le quali erano stati accolti i ricorsi giurisdizionali promossi dall’ANCE avverso i decreti del Ministero delle Infrastrutture sulle rilevazioni delle variazioni percentuali dei prezzi relative al 2018 e al primo semestre del 2021.

Ricorsi che Ance aveva promosso su richiesta della commissione Opere Pubbliche per l’inadeguatezza dei prezzi rilevati a seguito degli aumenti post-Covid.

Il Consiglio di Stato ha ribadito che la determinazione dei prezzi di taluni materiali (nello specifico, il bitume per il 2018 e altri 15 materiali da costruzione per il primo semestre del 2021), effettuata dal Ministero sulla base dei dati forniti dagli enti ufficiali di rilevazione (Provveditorati interregionali per le opere pubbliche, Camere di Commercio tramite Unioncamere e Istat), presentasse delle anomalie e incongruenze, tali da minarne la complessiva attendibilità e rispondenza alle reali dinamiche di mercato. Inoltre, i dati raccolti risultavano significativamente differenti anche rispetto a quelli ottenuti dai providers privati incaricati dall’ANCE.

Nella sentenza viene prescritto al MIT “di raffrontare i dati rilevati dalle proprie fonti e quelli risultanti dalla banca dati indicata dall’ANCE e di fare ricorso a quest’ultima in caso di difficoltà di reperimento dei dati sul territorio, al fine di accertare la reale variazione percentuale del prezzo”.

Si tratta di un risultato assai importante per il settore, che rende merito degli sforzi e dell’impegno profuso in questi anni da ANCE al fianco delle imprese, in una battaglia che aveva come obiettivi l’evidenziazione delle carenze istruttorie occorse – e più volte segnalate dall’Associazione – e il riconoscimento di adeguati ristori.